La Gazzetta del Mezzogiorno – Miss Trans Puglia 2004

La Gazzetta del mezzogiorno

Martedì 13 Luglio 2004

Serata di festa per tutti coloro che, nella propria vita, non danno per scontato l’orientamento eterosessuale.

In cinque, al Merendero, si sono contese il titolo regionale.

Sfila l’orgoglio trans

Saranno due le finaliste al concorso nazionale

La serata “Narciso”, che si tiene da anni al “Merendero”, il grande locale sulla statale 100, è l’appuntamento per tutti coloro che, nella propria vita, non danno per scontato l’orientamento eterosessuale. Centinaia di ospiti non solamente pugliesi lo considerano uno spazio di aggregazione spontanea nel quale non ci sono impulsi da rimuovere, nè impurità morali delle quali vergognarsi. Insomma il “Narciso” è un riparo per legami discriminati, è un simbolo culturale, ma soprattutto, un luogo di divertimento.
Ed allora, ecco che dopo la buona riuscita della prima edizione, tutti i movimenti e le associazioni che lottano per le identità sessuali hanno ripetuto la felice elezione di una Miss Trans Puglia 2004, da spedire alla finale di Miss Italia Trans.
Scenografia dell’attesa adeguata al piccolo incantesimo, un presentatore incoraggiante (Giuliano Ciliberti), una giuria incorruttibile, infine un pubblico festoso di gay, lesbo, transgender e tanti etero, che ha sospeso i passi di danza per acclamare la reginetta. Ciliberti e Daniela Penzo hanno architettato uno spettacolo più animato, rispetto ad una semplice passerella. In pista attaccano quattro drag queen impiumate in un abito celeste che richiama la mitologia musicale degli anni ’70. Sono Les plus belles ovvero Marja, Natascia, Scintilla, Mercedes. Cantano, facendo il verso a figure femminili come Raffaella Carrà e Anna Oxa, autentiche icone del mondo en travesti. Manila Gorio prima presenta Michele, il fidanzato che fa invidia a tante liceali zitelle, poi annuncia il suo lungometraggio (per i provini, dettagli nel box). Regina, l’ideatrice del concorso nazionale, ribadisce al microfono che il concorso “è un grande orgoglio per la Puglia, anche se deve rimanere un gioco”. Infine sfila “come si conviene ad una dea” Mara De Marzo, Miss Trans 2003, spogliata in un abito bianco, che lascia intravedere attraenti parti del corpo rimodellate. Cinque le concorrenti al titolo: Giusy Monaco, 27 anni di Massafra, professione baby sitter; Eveline Cassanelli, 29 anni alta, bionda e operaia che vuole fare l’attrice tipo Beautiful; Paola Barile 32 anni di Carbonara, bel portamento, cosce al vento che ispirano riflessioni sonore; Vanna Amato, 25 anni di Molfetta, la più simpatica ed ideologicizzata, impiegata, vuol vivere bene e soddisfatta. Alla conta dei voti è terza. Le consegnano la fascia di Miss Merendero. Lei ringrazia e ricorda a tutti gli omosessuali che devono proteggersi sempre sul posto di lavoro. Infine, Cristina Lapedota 29 anni, estetista, guarnita come una sposa malinconica, confessa le tante operazioni “per salvarmi la vita”, rimuove l’ambiguità con una buona dose di femminilità. Le cinque signorine sfilano in abito da sera poi in costume da bagno intero, rigorosamente nero, offerto dal portale “Piccole Trasgressioni”. Il finale è sorprendente. Per ben due volte Cristina e Paola raccolgono le stesse preferenze. A questo punto la decisione salomonica. Nessuna delle due vince il titolo di Miss Trans Puglia 2004, ma entrambe parteciperanno alla finale nazionale. Parola di Regina.

ManilaGorio

La barese Manila Gorio prossima al debutto cinematografico

Provini di “Non solo per essere donna”

Drammi e lieto fine saranno al centro del film dal titolo provvisorio “Non solo per essere donna”, che sarà girato fra Bari, Foggia, la Toscana, Viareggio e Napoli. Ieri intanto si sono concluse le selezioni per il casting, più o meno definito. Protagonista della pellicola prodotta dalla Studio Productions di Bari per la regia di Alberto Valentino sarà Manila Gorio, trans pugliese al suo esordio cinematografico. Le riprese sono in programma a partire dalla metà di agosto. Faranno parte del cast, fra gli altri, l’attrice Liliana Chiari e il modello Miki Falcicchio. E ancora ieri in tanti si sono affacciati in via De Deo, muniti di foto o book fotografico e curriculum, per conquistare un ruolo nel lungometraggio che parla della difficile trasformazione di un uomo dalla marcata identità femminile.

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